Pubblicato il: 03/05/2026
Dietro alle nuove norme non c'è burocrazia fine a sé stessa, ma una precisa strategia sanitaria. La Commissione europea ha adottato queste disposizioni il 20 gennaio scorso, con l'obiettivo di rafforzare e coordinare in modo più efficace i controlli tra i diversi Paesi membri. L'idea di fondo è quella di prevenire la diffusione di malattie animali e zoonosi – ovvero quelle patologie che possono trasmettersi dagli animali all'essere umano – senza però limitare la libera circolazione di chi, con il proprio quattro zampe, attraversa i confini dell'Unione.
Fino ad oggi, la frammentazione tra le normative nazionali aveva generato disparità e zone grigie nei controlli. Con le nuove regole, l'UE punta a rendere le procedure più omogenee e trasparenti, garantendo al tempo stesso una maggiore sicurezza per animali e persone.
Quali animali sono coinvolti
Le nuove norme non si applicano a qualsiasi tipo di animale, bensì si concentrano sugli spostamenti non commerciali di animali da compagnia. Nel concreto, sono interessati cani, gatti e furetti, le tre specie più comunemente al seguito dei loro proprietari durante i viaggi in Europa. Per alcune specie di volatili sono, invece, previste condizioni specifiche e un numero limitato di spostamenti consentiti.
È bene precisare che per "spostamento non commerciale" si intende quello effettuato a scopo personale, senza fini di vendita o trasferimento di proprietà. Chi, invece, movimenta animali per ragioni commerciali dovrà fare riferimento a un diverso quadro normativo, che resta separato rispetto a quanto introdotto con queste disposizioni.
La checklist del viaggiatore con animale
Dal 22 aprile 2026, partire senza avere tutto in regola significa semplicemente non poter partire. Le autorità di controllo – sia in partenza che all'arrivo – possono verificare la conformità della documentazione e, in caso di mancanze, l'animale potrebbe non essere ammesso nel Paese di destinazione.
Ecco cosa è necessario avere:
- microchip elettronico: è lo strumento per la tracciabilità dell'animale e deve essere conforme agli standard dell'Unione europea. Il tatuaggio è ancora accettato, ma solo se è stato applicato prima del 3 luglio 2011 – data fissata dalle disposizioni UE in materia di identificazione – e purché sia ancora leggibile e non deteriorato nel tempo;
- vaccinazione antirabbica: il vaccino contro la rabbia, malattia virale trasmissibile attraverso la saliva dell'animale infetto, deve essere somministrato prima del viaggio e regolarmente registrato nel passaporto europeo entro i termini previsti dalla normativa;
- passaporto europeo per animali da compagnia: proprio come accade per i loro proprietari umani, anche cani, gatti e furetti devono essere muniti di un documento ufficiale di viaggio. Il passaporto può essere rilasciato esclusivamente da un veterinario autorizzato, e non è quindi possibile ottenerlo tramite canali non ufficiali.
Avere tutto questo in ordine non è solo una formalità: è la condizione minima per poter salire su un aereo, attraversare un confine stradale o imbarcarsi su un traghetto con il proprio animale al seguito.
Le eccezioni per Irlanda, Malta e Finlandia
Non tutti i Paesi europei applicano esattamente le stesse regole. Esistono tre eccezioni importanti di cui tenere conto se la meta del viaggio è Irlanda, Malta o Finlandia. Questi tre Stati membri sono considerati indenni da Echinococcus multilocularis, un parassita responsabile di una grave malattia infettiva – l'echinococcosi alveolare – che può colpire anche l'essere umano, con conseguenze potenzialmente molto serie per il fegato e altri organi.
Per proteggere questo status sanitario privilegiato, i cani diretti verso questi Paesi devono obbligatoriamente essere sottoposti a un trattamento antiparassitario specifico prima di entrare nel territorio nazionale. Il trattamento deve essere effettuato entro i tempi stabiliti dalle rispettive normative nazionali e deve risultare documentato nel passaporto dell'animale. Chi non rispetta questo requisito aggiuntivo rischia di vedersi impedire l'ingresso del proprio animale, indipendentemente dal resto della documentazione.
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