Attenzione a come stendi i panni, multe fino a 800 euro e non solo: ecco cosa non devi fare per non commettere un reato

Pubblicato il: 27/03/2024

C’è il condomino del piano di sopra che stende sempre i panni bagnati e gocciolanti dal proprio balcone, non preoccupandosi dell’acqua che cade al di sotto?

È vero che ci vuole una certa tolleranza tra vicini, ma a tutto c’è un limite. Anche appendere i vestiti e la biancheria grondanti può avere conseguenze legali, quando si causano disturbo o danneggiamenti al vicino. Si può passare da una sanzione pecuniaria fino ad una condanna al risarcimento dei danni. Addirittura, c’è il rischio di commettere un reato.

Cosa si rischia a stendere i panni bagnati dal balcone?

In generale, nei rapporti di vicinato, anche la legge stabilisce che ci sia un certo livello di tolleranza. D’altronde, il codice civile (l’art. 844 del c.c.) precisa che non puoi impedire i rumori, le immissioni di fumo o di calore e simili propagazioni che derivano dal vicino, a meno che tali immissioni non superino la soglia della normale tollerabilità. Stesso discorso vale anche per il gocciolamento dei panni stesi dal piano di sopra.

Tuttavia, cosa succede quando si supera la soglia della normale tollerabilità?

Devi sapere che il limite della normale tollerabilità è variabile: cioè, cambia in base ad una serie di elementi come, ad esempio, le caratteristiche del luogo o le abitudini dei vicini, la reiterazione e la volontarietà del comportamento. In pratica, per capire fino a che punto si debba sopportare un certo comportamento del vicino e quando si possa fare qualcosa per bloccarlo, si dovrà compiere una valutazione in concreto, caso per caso.

Chiaramente, questo è un problema che riguarda soprattutto chi vive in condominio.

In realtà, non c’è una legge specifica che ammette o vieta la possibilità del vicino di sciorinare i panni dal balcone. Ecco perché occorre richiamare i regolamenti condominiali, ma non solo.

A tal riguardo, forse non sai che il regolamento di condominio può anche prevedere delle sanzioni pecuniarie a carico di coloro che violano il regolamento stesso. Infatti, il codice civile (l’art. 70 delle disp. att. c.c.) prevede che, per le infrazioni al regolamento di condominio, può essere stabilito il pagamento di una sanzione fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800.

Di regola, nella gran parte dei casi, i regolamenti condominiali stabiliscono il divieto di stendere i panni gocciolanti sui balconi esterni (ossia, quelli che affacciano sulla strada), quando questi sono visibili da chiunque. Questo divieto è giustificato dal fatto che una tale condotta potrebbe compromettere il decoro architettonico dello stabile.

Invece, il regolamento potrebbe permettere di stendere i panni sui balconi interni dell’edificio come, ad esempio, quelli che affacciano sul cortile condominiale. Al contrario, il regolamento potrebbe vietare di appendere la propria biancheria anche all’interno oppure potrebbe prevedere un luogo apposito per l’asciugatura.

Ovviamente, non si può generalizzare. Il consiglio è sempre quello di leggere attentamente le norme del proprio regolamento condominiale.

Oltre ai regolamenti condominiali, devi anche tener conto dei regolamenti comunali. Difatti, sempre per tutelare l’aspetto estetico della città, ogni Comune può prevedere dei limiti al diritto di stendere la biancheria. Ad esempio, potrebbe esserci il divieto di stendere i panni verso la pubblica strada oppure potrebbero esserci limiti di orario entro cui poter sciorinare i panni all’esterno. Chiaramente, la trasgressione comporta una multa salatissima.

Peraltro, i pericoli non finiscono qui. Ad esempio, se il vicino stende sempre i panni gocciolanti in modo tale da impedire che la luce filtri e che l’aria passi regolarmente in parte della tua abitazione, creandoti disagio, potrai chiedere al giudice il risarcimento dei danni.

Infine, quando i panni non strizzati sono causa di gocciolamento, addirittura c’è il rischio di commettere il reato di getto di cose pericolose (ai sensi dell’art. 674 del c.p.), punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro.


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