Dichiarazione dei redditi, questi bonus fanno reddito e vanno sempre dichiarati nel modello 730: ecco la lista completa

Pubblicato il: 09/07/2024

Il nostro sistema di welfare prevede diverse forme di sostegno economico a favore dei cittadini italiani. Si fa riferimento ai vari bonus, che possono consistere in detrazioni fiscali o anche in sussidi economici, tra cui ad esempio la pensione di invalidità, la NASPI, l’indennità di accompagnamento ecc.
Una domanda che spesso i contribuenti si pongono riguarda l’obbligo o meno di dichiarare questi bonus all’interno del modello 730.
I sussidi indubbiamente più rilevanti sono rappresentati dalla pensione di invalidità e dall’indennità di accompagnamento.

Quanto alla pensione di invalidità, essa costituisce una prestazione economica erogata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Si rivolge a tutti coloro che siano affetti da una disabilità tale da comportare una riduzione della loro capacità lavorativa.
Il nostro sistema previdenziale prevede due tipologie di pensione di invalidità.
La prima è la pensione di invalidità civile, ovvero una prestazione economica, erogata a domanda, in favore dei cc.dd. invalidi totali, ovvero soggetti affetti da una inabilità lavorativa totale, pari al 100% e permanente, e che si trovano in stato di bisogno economico.
Il sussidio è erogato a favore degli invalidi totali di età compresa tra i 18 e i 67 anni, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge e sono residenti in forma stabile in Italia.
Il trattamento, per l’anno 2024, è pari a 333,33 euro e viene corrisposto per 13 mesi, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

L’accesso alla pensione è subordinato al possesso dei seguenti requisiti:

  • riconoscimento dell’inabilità totale e permanente;
  • reddito inferiore alla soglia stabilita ogni anno per legge, che per il 2024 è pari a 19.461,12 euro;
  • età compresa tra i 18 e i 67 anni;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri appartenenti alla comunità europea è richiesta l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari è necessario il possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.
La seconda categoria è costituita dall’assegno di invalidità ordinaria (IO), una prestazione economica – erogata a domanda – in favore di coloro la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale. Tale sussidio è rivolto a lavoratori dipendenti e autonomi che hanno versato almeno 5 anni di contributi, di cui 3 nei 5 anni precedenti la domanda.

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore di coloro che risultano invalidi totali e/o incapaci di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o incapaci di compiere le normali azioni della vita quotidiana. L’invalido totale, affetto da una invalidità del 100%, è un soggetto impossibilitato a deambulare in autonomia e/o che necessita di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.

Il trattamento fiscale della pensione di invalidità varia a seconda della tipologia di pensione.
Più analiticamente:

  • per la pensione di invalidità civile, essa non è qualificata come reddito imponibile, pertanto non è prevista alcuna tassazione e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi;
  • diversamente, l’assegno di invalidità ordinaria (IO) è considerato come reddito imponibile e per questo motivo è soggetto a tassazione. I beneficiari sono quindi tenuti a indicarlo nel modello 730, specificando l’importo ottenuto come reddito di pensione, al quale si applicano anche le aliquote IRPEF.
Quanto invece all’indennità di accompagnamento, la stessa, essendo una prestazione di natura assistenziale, non è qualificata come reddito imponibile e pertanto non è soggetta a tassazione e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi.
Tale trattamento privilegiato deriva dalla particolare rilevanza che l’indennità di accompagnamento riveste per le persone affette da disabilità grave. L’obiettivo è, infatti, garantire che tutto l’importo erogato a favore di tali soggetti sia destinato integralmente alla loro cura e assistenza, senza essere intaccato da oneri fiscali.
Inoltre, nella dichiarazione dei redditi non devono essere indicati il bonus psicologo, l’assegno unico per figli a carico e il bonus colonnine domestiche, anch’essi non soggetti a tassazione.

Trattamento diverso, invece, è previsto per l’indennità di disoccupazione, ossia la NASPI e per l’ex “bonus Renzi”, i quali devono essere indicati all’interno del modello 730.
In particolare, quanto al “bonus Renzi”, l’obbligo di indicazione deriva dalla necessità di verificare se il dichiarante sia legittimato o meno a beneficiarne, in base appunto al reddito dichiarato.


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