Lavoratori, in arrivo stipendi più alti con l’aumento dei minimali INAIL: ecco chi guadagnerà di più e cosa cambierà

Pubblicato il: 05/07/2024

A seguito della registrazione di un rincaro del costo della vita da parte dell’Istat, l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ha emanato la circolare 12/2024, con l’obiettivo di alzare il minimo salariale giornaliero utile al calcolo dei premi assicurativi.
Le modifiche sono state effettuate per tipologia di lavoratori: vediamo, quindi, per ciascuna tipologia quali aumenti e modifiche sono stati apportati.

La prima categoria presa in considerazione dalla circolare è quella dei lavoratori subordinati. Per loro la rivalutazione ha comportato un aumento del minimale da 53,95 euro a 56,85 euro. Questo risultato è ottenuto dal calcolo del 9,5% del trattamento minimo pensionistico, pari a 598,61 euro.
In questo caso i premi assicurativi sono calcolati moltiplicando l’aliquota – prevista dall’Inail per questa tipologia contrattuale – alla retribuzione minima giornaliera, scegliendo il valore più alto tra la retribuzione effettiva e il minimale giornaliero.
Questo stesso aumento e il conseguente calcolo si applica ai riders, anche nel caso in cui non siano lavoratori subordinati o parasubordinati. In questo caso, per il calcolo si prende in considerazione la paga giornaliera del giorno in cui sono state effettuate le consegne.

La seconda categoria è quella composta da tutte le categorie di lavoratori esclusi dall’adeguamento delle retribuzioni effettive a quelle minime giornaliere.
Un esempio sono i lavoratori agricoli, per i quali l’adeguamento avviene solo sulla base del 5,4% Istat riguardante il rincaro dei costi della vita e corrisponde a un minimale di 50,59 euro.
In questa categoria rientrano anche coloro che percepiscono l’indennità di disponibilità prevista da un contratto di lavoro intermittente. La quota di indennità è calcolata sul 20% della retribuzione prevista dal CCNL applicato.

Altra categoria esclusa riguarda i lavoratori che percepiscono una retribuzione convenzionale, stabilita dai decreti ministeriali o dalla legge. Anche in questo caso il minimo giornaliero è calcolato applicando il 5,4% Istat. Ma attenzione! In questo caso bisogna attuare una distinzione tra i lavoratori per i quali è previsto un minimo giornaliero e coloro per i quali non è previsto. E tra coloro i quali il minimale è stabilito tramite decreto ministeriale o tramite legge.
Nel caso di decreto ministeriale che stabilisce il minimo giornaliero, l’importo è pari a 31,60 euro. Se il minimo non è stabilito, si applica quello previsto per i lavoratori subordinati (calcolato sempre in base alla percentuale Istat).

Abbiamo poi coloro per i quali il minimale è stabilito tramite legge: ne sono degli esempi i lavoratori part-time, i lavoratori della pesca marittima e dell’area dirigenziale.
Per i primi, il calcolo delle premialità avviene sulla base del minimo salariale orario pari a 8,53 euro, moltiplicato per le ore lavorate e, infine, moltiplicato per l’indice Istat.
Per i lavoratori dell’area dirigenziale, il minimale convenzionale giornaliero è calcolato dividendo la retribuzione mensile convenzionale per 300 (indicanti i giorni lavorativi annuali). Il risultato è pari a un minimale convenzionale giornaliero di 118,99 euro, su cui andrà applicata la percentuale Istat.
Infine, abbiamo la categoria dei lavoratori della pesca marittima. In questo caso si consiglia di visionare la tabella presente all’interno della circolare, in quanto i minimali cambiano in base al ruolo ricoperto e al tipo di pesca effettuata.


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