Pensione anticipata 2024, ecco tutti i lavori che ti consentono di andare prima in pensione: elenco completo e aggiornato

Pubblicato il: 30/03/2024

Lo Stato riconosce la possibilità di andare in pensione anticipatamente a chi svolge determinate tipologie di lavoro molto pesanti.

Quali lavori permettono di anticipare la pensione?

Occorre distinguere tra lavoro usurante e lavoro gravoso.

Per la normativa (d.lgs. n. 67/2011 e successive modifiche), i “lavori usuranti” sono quelle attività lavorative particolarmente faticose e pesanti. A determinate condizioni, il lavoratore usurante può accedere alla pensione anticipata con requisiti agevolati.
 
Invece, con “lavoro gravoso” ci si riferisce a quelle professioni impegnative espressamente indicate dalla legge. L’elenco delle attività gravose è stato aggiornato negli anni, prima con le leggi n. 232/2016 e n. 205/2017, poi con la legge n. 234/2021.
Oggi le agevolazioni sono diverse a seconda che si tratti di una categoria prevista originariamente o inclusa successivamente. 
 
Quali attività lavorative consentono la pensione anticipata? 
 
Nell’ambito del lavoro usurante, la disciplina comprende le seguenti attività: 

  • le mansioni particolarmente pesanti e faticose. Ad esempio, vi rientrano le mansioni svolte in sotterraneo (lavoro in galleria, cava o miniera), i lavori svolti ad alte temperature quando non è possibile adottare misure di prevenzione e i lavori di asportazione dell’amianto; 
  • i lavori notturni (tra mezzanotte e le cinque del mattino). Si ricomprende il lavoro notturno sia a turni (attività di almeno sei ore, per almeno 64 giorni lavorativi all’anno), sia per tutto l’anno (attività di almeno tre ore per l’intero anno lavorativo);
  • i lavoratori addetti alla c.d. linea di catena (ossia, impegnati in catena di montaggio);
  • i conducenti di veicoli, con almeno nove posti, per il servizio pubblico di trasporto collettivo.
 
Inoltre la normativa stabilisce l’elenco delle professioni da considerarsi “lavoro gravoso”. Ad esempio, tra le categorie originariamente previste, rientrano il personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni e gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici. Invece, sempre a titolo esemplificativo, tra le nuove categorie, ci sono le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali e i conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento.
 
Quali sono i requisiti per andare prima in pensione?
 
Partiamo dal lavoro usurante. Se l’attività è stata svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di lavoro o per almeno metà della vita lavorativa, è possibile anticipare la pensione con alcuni requisiti agevolati.
 
Ad esempio, pensiamo ai dipendenti impegnati in mansioni particolarmente usuranti, agli addetti in catena di montaggio, ai conducenti di veicoli del servizio pubblico e ai dipendenti notturni a turni con almeno 78 giorni lavorativi all’anno. Essi possono usufruire della quota 97,6 (quota che risulta dalla somma di età e anzianità contributiva: età minima di 61 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni).
 
Peraltro, ci sono anche altre alternative.
 
Nel 2024, il lavoratore usurante può anticipare la pensione con la c.d. quota 41 (cioè, con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età). Però, ciò solo se è un lavoratore precoce: ossia, deve avere svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni. Non è compreso chi ha la pensione totalmente calcolata con il sistema contributivo.
 
Invece, per il lavoro gravoso, bisogna distinguere:
  • tutte le categorie di attività gravosa (sia quelle originarie, sia quelle nuove) godono dell’APE Sociale: ossia, l’anticipo pensionistico. Per beneficiare dell’indennità, occorre avere almeno 63 anni di età e 36 anni di contributi;
  • oltre all’APE Sociale, le categorie originarie di lavoro gravoso possono fruire anche della pensione anticipata per il lavoro precoce (con 41 anni di contributi, ma occorre aver svolto un’attività gravosa per almeno sette anni degli ultimi dieci o per almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento) e di uno sconto di cinque mesi sulla pensione di vecchiaia (occorre aver svolto un’attività per almeno sette anni negli ultimi dieci prima del pensionamento, avere almeno 30 anni di contributi e non essere beneficiario dell’APE Sociale).

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