Regalo di nozze in contanti, attento all’accertamento fiscale: ecco quando devi dichiararli e dimostrare la provenienza

Pubblicato il: 09/06/2024

Fino a che punto è lecito non dichiarare al Fisco un regalo “in busta”? Il problema della donazione di somme “in contanti” nasce per evitare l’evasione o il riciclaggio di denaro.

Al riguardo è bene, innanzitutto, ricordare che il regalo di denaro in contanti fatto in occasione di nozze o altre ricorrenze, messo in una busta chiusa, si configura come normale donazione di modico valore e come tale non richiede l’atto pubblico.

Sotto questo profilo è, infatti, importante sapere che le donazioni di carattere non modico, fatte senza l’atto di donazione, sono nulle e quindi potrebbero essere impugnate da chiunque senza limiti di tempo, anche dalla persona che inizialmente vi ha regalato i soldi e vi chiede la restituzione della cifra.
Se però l’importo dovesse essere di notevole valore, si renderà necessaria la presenza di un notaio, sotto pena di nullità della donazione.

Sul punto la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 11304/1994, ha stabilito che, per dirsi una donazione di modico valore, devono essere integrati due requisiti:

  1. quello oggettivo, riguardante il valore del bene oggetto del contratto;
  2. quello soggettivo, che ha riguardo alle condizioni economiche del donante.

Questo significa che non esiste un vero valore di riferimento e bisogna valutare caso per caso; paradossalmente più il donante è ricco e meno ha problemi a elargire somme di un certo valore. Ad esempio, se una persona ha un patrimonio di diversi milioni di euro, una donazione di 50 mila euro può essere considerata di modico valore.
Sulla base di tali premesse, l’atto di liberalità, per essere considerato di modico valore, non deve mai incidere in modo apprezzabile sul patrimonio del donante. Spetta, pertanto, al giudice valutare, secondo il suo prudente apprezzamento, la sussistenza dei suddetti presupposti.

Tornando ai classici regali in busta è consentito ovviamente farli, ma rispettando una soglia massima di denaro: superato quel limite, si potrebbe incorrere in eventuali accertamenti fiscali, trovandosi così nelle condizioni di doversi difendere davanti alle contestazioni sul trasferimento del denaro da parte delle autorità.

Ma qual è il tetto massimo consentito dalla legge ?

Il tetto all’uso del contante è stato oggetto di varie modifiche nel corso degli ultimi anni, a testimonianza del fatto che si tratta di un argomento comunque molto sentito e delicato. In Italia, il limite all’utilizzo del contante ha l’obiettivo di consentire la tracciabilità dei pagamenti e contrastare l’evasione fiscale e incide anche in materia di oneri detraibili.

Nel 2024, è possibile effettuare pagamenti in contanti entro la soglia di cinquemila euro per le elargizioni in contanti (fino al 31 dicembre 2022 il limite era più basso: duemila euro). Il limite si applica non soltanto per i pagamenti tra privati per l'acquisto di beni e servizi, ma anche per i prestiti o regali tra parenti.
Quindi entro il limite di 5.000 euro non sarà necessario il bonifico. Se invece si intende fare un regalo in busta più sostanzioso è importante, nel rispetto delle norme anti-riciclaggio che queste vengano effettuate attraverso un bonifico o un assegno per garantire la tracciabilità del denaro.

Tale indirizzo è stato peraltro ribadito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza 9363 dello scorso 10 aprile, ove si è stabilito che le donazioni informali rientrano nell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate e richiedono, quindi, una documentazione per attestarne la provenienza.


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