La perdita di un familiare è già di per sé un momento difficile. Quando alla perdita si aggiunge una disputa sull’eredità — un testamento contestato, una divisione che non si riesce a raggiungere, un erede che si scopre pretermesso nei propri diritti — la situazione può diventare rapidamente molto complessa, sia sul piano emotivo che su quello legale.
Lo Studio Tasciotti assiste da decenni privati e famiglie nelle controversie di carattere successorio, con un approccio orientato anzitutto alla comprensione delle esigenze del cliente e alla ricerca, ove possibile, di soluzioni stragiudiziali. Quando il contenzioso è inevitabile, i professionisti dello Studio sono in grado di condurre la causa in ogni grado di giudizio davanti ai Tribunali e alle Corti d’appello di tutta Italia e alla Corte di Cassazione.
In quali situazioni può servire un avvocato
Non sempre chi si trova coinvolto in una vicenda ereditaria sa di avere diritto a tutela legale, o comprende esattamente in cosa consiste il problema. Di seguito indichiamo le situazioni più frequenti in cui i nostri clienti si sono rivolti allo Studio.
Il testamento mi sembra ingiusto
Se ritieni di essere stato escluso o fortemente penalizzato da un testamento, potresti avere diritto alla cosiddetta quota di legittima: una quota minima di eredità che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, al coniuge e, in certi casi, ai genitori del defunto. Il testamento non può privarli di questa quota.
Il testamento mi sembra falso o fatto sotto pressione
Esistono casi in cui un testamento viene redatto in condizioni di incapacità mentale del testatore, oppure per effetto di pressioni, inganni o violenza da parte di qualcuno interessato. In questi casi il testamento può essere impugnato davanti al giudice e dichiarato nullo o annullabile.
Gli eredi non riescono a dividersi i beni
Quando una successione comprende immobili, conti correnti, aziende o altri beni e gli eredi non trovano un accordo sulla divisione, è possibile ricorrere al giudice. Il procedimento di divisione giudiziale consente di sciogliere la comunione ereditaria anche in assenza di accordo tra le parti.
Un erede ha ricevuto troppo in vita
Se il defunto ha donato in vita beni significativi a uno o più eredi, questi vanno in linea di principio “conteggiati” nell’eredità (collazione). Inoltre, se le donazioni hanno leso la quota di legittima degli altri eredi, questi possono agire con l’azione di riduzione per recuperare quanto dovuto.
Non so se accettare l’eredità
L’eredità può comprendere anche debiti. Prima di accettare è prudente capire la situazione patrimoniale complessiva del defunto. Esiste la possibilità di accettare “con beneficio d’inventario”, che protegge il chiamato all’eredità dai debiti del defunto oltre il valore dei beni ereditati.
Qualcuno gestisce i beni ereditari senza il mio consenso
Se un coerede o un terzo sta amministrando, vendendo o deteriorando beni che fanno parte dell’eredità senza il consenso degli altri aventi diritto, è possibile agire in giudizio per bloccare tali atti e ottenere tutela cautelare immediata.
Come funziona una causa ereditaria
Molti clienti che si rivolgono allo Studio non hanno mai avuto a che fare con un procedimento giudiziario e non sanno cosa aspettarsi. Di seguito una sintesi delle fasi principali, in termini volutamente accessibili.
1. La prima consulenza
Il primo incontro con l’avvocato serve a ricostruire la situazione: chi era il defunto, quali beni lascia, chi sono gli eredi, se esiste un testamento, se ci sono state donazioni in vita. Sulla base di questa analisi, l’avvocato valuta se esistono i presupposti per agire legalmente e illustra le opzioni disponibili.
2. Il tentativo di soluzione stragiudiziale
Prima di arrivare in tribunale, è quasi sempre opportuno tentare una soluzione negoziale o attraverso la mediazione obbligatoria (prevista per legge nelle controversie ereditarie). Una transazione ben strutturata è spesso più rapida, meno costosa e meno logorante di un processo. Lo Studio assiste il cliente anche in questa fase, verificando che qualsiasi accordo tuteli pienamente i suoi diritti.
Mediazione obbligatoria: nelle controversie in materia di successione ereditaria, la legge italiana impone un tentativo di mediazione prima di poter avviare il giudizio. Lo Studio assiste il cliente anche in questa sede, con l’obiettivo di raggiungere un accordo equo o di prepararsi al meglio per l’eventuale fase processuale.
3. Il giudizio di primo grado
Se la mediazione non produce risultati, si procede con il deposito dell’atto di citazione davanti al Tribunale competente. La causa ereditaria segue le regole del processo civile ordinario: si articola in fasi di scambio di atti scritti, udienza, eventuale attività istruttoria (testimoni, consulenti tecnici per la stima degli immobili, ecc.) e infine la sentenza.
I tempi dei procedimenti civili variano significativamente in base alla complessità della causa e al carico del Tribunale. Lo Studio mantiene il cliente costantemente informato sullo stato del procedimento.
4. Impugnazioni e gradi successivi
La sentenza di primo grado può essere impugnata davanti alla Corte d’Appello, e in casi di particolare rilevanza giuridica anche davanti alla Corte di Cassazione. Lo Studio segue i propri clienti in ogni grado di giudizio.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per impugnare un testamento o per far valere la mia quota di legittima?
I termini di prescrizione variano a seconda del tipo di azione. L’azione di riduzione per lesione della legittima, ad esempio, si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione. Tuttavia è importante non aspettare: più passa il tempo, più può essere difficile raccogliere prove e ricostruire la situazione patrimoniale del defunto. È consigliabile rivolgersi a un avvocato quanto prima.
Posso rinunciare all’eredità se ho scoperto che ci sono debiti?
Sì. La rinuncia all’eredità va effettuata davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale e deve avvenire entro certi termini. In alternativa, l’accettazione con beneficio d’inventario permette di ereditare i beni limitando la responsabilità per i debiti al valore dell’attivo ereditato. L’avvocato può aiutare a valutare quale scelta sia più conveniente in base alla situazione concreta.
Cosa succede se non c’è un testamento?
In assenza di testamento si applica la successione legittima: la legge stabilisce chi sono gli eredi e in quale proporzione. L’ordine di successione segue una gerarchia precisa (coniuge, figli, genitori, fratelli, ecc.). Anche in questo caso possono sorgere controversie, ad esempio sulla divisione di beni indivisibili o sulla presenza di debiti.
Posso fare causa a un fratello o a un parente stretto?
Sì, e purtroppo le controversie tra parenti in materia ereditaria sono tra le più frequenti. Lo Studio affronta queste situazioni con professionalità e riservatezza, consapevole della delicatezza dei rapporti familiari coinvolti. L’obiettivo è sempre trovare la soluzione più favorevole al cliente nel minor tempo possibile.
Quali sono i costi di una causa ereditaria?
I costi dipendono dalla complessità della causa, dal valore dei beni in contesa e dalla durata del procedimento. Lo Studio fornisce una stima dei costi sin dalla prima consulenza, in modo che il cliente possa fare una valutazione informata prima di procedere.

Lo Studio associato, sin dal 2012, ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione per la qualità, ora secondo la norma UNI EN ISO 9001: 2015 per “Attività legale in ambito civile, contenzioso civile, contenzioso bancario e recupero crediti”, precedentemente secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008.
Il Sistema di Gestione per la Qualità rappresenta per lo Studio una regola ed una convinzione per condurre e gestire la propria organizzazione, mirando al miglioramento progressivo a lungo termine delle prestazioni.
Per il Sistema di gestione per la Qualità è stato utilizzato un approccio basato sui processi, poiché questa metodologia permette un mezzo di facile identificazione e gestione delle opportunità di miglioramento nell’ottica del PDCA (plan, do, check, act).

