Diritto bancario, finanziario e dei servizi finanziari presso gli Uffici giudiziari di Latina e di tutta Italia


Oltre 50 anni di esperienza nel diritto bancario

Non è frequente trovare uno studio legale che possa vantare più di mezzo secolo di presenza ininterrotta nel settore bancario e finanziario. Per lo Studio Tasciotti, il diritto bancario non è un’area di recente sviluppo: è la colonna portante dell’attività dalla fine degli anni Sessanta.

+50 anni nel settore bancario

1970 anno di inizio specializzazione

ISO9001:2015 contenzioso bancario

NPL-UTP · gestione crediti anomali

Come si è sviluppata la specializzazione

A partire dai primi anni Settanta, l’avvocato Fausto Tasciotti — Consigliere Censore anziano della Banca d’Italia dal 1972 — ha dedicato una parte sempre più rilevante dell’attività dello Studio al settore bancario, sviluppando competenze che si sono accumulate e affinate nel corso dei decenni attraverso migliaia di casi trattati.

Oggi il team bancario dello Studio — composto da avvocati senior con decenni di esperienza specifica e avvocati più giovani selezionati per la loro attitudine alla materia — gestisce contemporaneamente centinaia di procedure per banche, servicer bancari, società di gestione crediti e privati in contenzioso con gli istituti di credito.

La certificazione di qualità

Dal 2012, lo Studio è certificato UNI EN ISO 9001:2015 specificamente per “Attività legale in ambito civile, contenzioso civile, contenzioso bancario e recupero crediti”. La certificazione — mantenuta ininterrottamente con audit annuali — è la prova tangibile di un sistema organizzativo strutturato e verificabile, non una semplice dichiarazione di intenti.

Gli strumenti operativi

Sin dagli albori dell’informatizzazione, il team bancario utilizza le principali piattaforme di gestione crediti (EPC, Phoenix, WPM, Rec, Ifams, ecc.) adottate da banche e servicer, con fascicoli elettronici condivisi in tempo reale. Questo consente velocità, precisione e aggiornamento costante su ogni singola pratica, indipendentemente dal volume.

★ Perché questa esperienza fa la differenza per il cliente Cinquant’anni di contenzioso bancario significano aver visto e gestito ogni variante possibile: dai contratti di conto corrente degli anni Ottanta con anatocismo sistematico, alle fideiussioni ABI degli anni Novanta oggi parzialmente nulle, ai mutui con tassi soglia degli anni Duemila, fino agli NPL ceduti a servicer esteri negli ultimi anni. Ogni generazione di problemi bancari ha lasciato nello Studio una competenza specifica che oggi si trasferisce direttamente a vantaggio del cliente.

Conto corrente bancario: quando la banca addebita troppo

Il conto corrente è il rapporto bancario più diffuso. Eppure, per decenni, le banche hanno applicato clausole e condizioni che la giurisprudenza ha successivamente dichiarato illegittime. Chi ha avuto un conto corrente — soprattutto in scoperto — può aver subito addebiti per migliaia di euro non dovuti.

Anatocismo: interessi sugli interessi

Per trent’anni (circa 1970–2000) le banche hanno praticato la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori: gli interessi passivi maturati ogni tre mesi venivano sommati al saldo e diventavano essi stessi base di calcolo per i successivi interessi. La Corte di Cassazione (dal 1999) e poi la normativa bancaria hanno dichiarato questa pratica illegittima.

Chi ha avuto conti correnti affidati in quegli anni ha il diritto di far calcolare il saldo come se la capitalizzazione trimestrale non fosse mai stata applicata, ottenendo spesso la riduzione significativa del debito residuo — o addirittura un credito nei confronti della banca.

Commissione di massimo scoperto (CMS)

La commissione di massimo scoperto — una percentuale applicata sul picco di utilizzo del fido nel trimestre — è stata per decenni applicata senza che fosse chiaramente indicata nei contratti, o con modalità che ne aumentavano artificiosamente l’impatto. Può essere contestata quando non era espressamente pattuita o quando contribuisce a far superare il tasso soglia usura.

Valute fittizie

Le banche applicavano spesso valute (date di decorrenza degli interessi) diverse dalla data dell’operazione: i prelievi venivano addebitati con valuta antergata, i versamenti con valuta posticipata. Questa asimmetria gonfiava artificialmente gli interessi passivi. Anche queste somme sono potenzialmente recuperabili.

Come si verifica il conto

È necessaria una perizia tecnica analitica di tutti gli estratti conto, dalla data di apertura del rapporto alla sua chiusura. Lo Studio si avvale di consulenti tecnici d’ufficio e di parte con specifica competenza nell’analisi dei rapporti bancari, in grado di produrre perizie utilizzabili in giudizio.

⚠ Prescrizione: non aspettare Il termine di prescrizione per il recupero degli interessi anatocistici è di 10 anni dalla chiusura del conto. Se il conto è stato chiuso da più di 10 anni, il diritto potrebbe essere prescritto. Verifica subito, senza rinviare.

Mutui e finanziamenti: clausole illegittime e rinegoziazione

Il contratto di mutuo — spesso firmato senza lettura approfondita, talvolta con condizioni non trasparenti — può contenere clausole viziate che modificano significativamente il costo reale del finanziamento. L’analisi tecnico-legale può portare a risparmi concreti.

Il tasso effettivo globale (TEG) e l’usura

Il costo reale di un mutuo non è solo il tasso nominale: comprende spese di istruttoria, assicurazioni obbligatorie, commissioni varie. Il TEG (Tasso Effettivo Globale) — o TAEG — deve essere confrontato con il tasso soglia pubblicato dalla Banca d’Italia ogni trimestre per la categoria di finanziamento corrispondente.

Se il TEG supera il tasso soglia al momento della stipula o durante la vita del mutuo, il contratto è usurario: la conseguenza è che nessun interesse è dovuto (art. 1815 c.c.), con obbligo della banca di ricalcolare il piano di ammortamento con tasso zero.

Il piano di ammortamento alla francese

Il metodo di ammortamento c.c.d.d. “alla francese” — adottato dalla quasi totalità dei mutui — prevede rate costanti con quota interessi decrescente e quota capitale crescente. Negli ultimi anni sono emerse tesi giurisprudenziali che contestano l’opacità nella determinazione degli interessi composti impliciti in questo metodo. La giurisprudenza non è ancora consolidata, ma alcuni tribunali hanno accolto le eccezioni dei mutuatari. È un tema da valutare caso per caso.

Mutui a tasso variabile e clausole floor

Molti mutui a tasso variabile stipulati dopo il 2010 contenevano clausole “floor” (pavimento) che impedivano al tasso di scendere sotto una certa soglia, anche quando l’Euribor era diventato negativo. In alcuni casi queste clausole erano poco trasparenti o non correttamente indicate nel TAEG, con possibilità di contestazione.

Estinzione anticipata e rimborso degli interessi

Chi estingue anticipatamente un mutuo ha diritto al rimborso della quota di interessi e costi pagati in anticipo rispetto alla vita residua del finanziamento. La Corte di Giustizia UE (sentenza Lexitor, 2019) ha ampliato questo diritto anche alle commissioni bancarie iniziali, in proporzione alla durata residua.

💼 L’esperienza dello Studio Abbiamo assistito mutuatari in tutte le fasi del rapporto: dalla verifica preventiva delle condizioni contrattuali, alla contestazione del tasso usurario, fino alla rinegoziazione stragiudiziale con l’istituto. In molti casi un’analisi tempestiva ha consentito di ridurre il debito residuo o di ottenere condizioni più favorevoli senza necessità di procedere in giudizio.

Usura bancaria e anatocismo: un’analisi approfondita

Dopo oltre cinquant’anni di contenzioso bancario, possiamo affermare che l’usura e l’anatocismo sono stati i fenomeni più sistematici e più impattanti per i debitori bancari italiani. La loro identificazione richiede competenza tecnica specifica che lo Studio ha maturato nel corso dei decenni.

La disciplina dell’usura (L. 108/1996)

La legge n. 108/1996 ha definito il reato di usura bancaria e stabilito che i tassi superiori al tasso soglia (1,5 volte il TEGM rilevato dalla Banca d’Italia per categoria) rendono il contratto usurario. La conseguenza civilistica — nessun interesse dovuto (art. 1815, comma 2 c.c.) — è di enorme portata pratica: trasforma un contratto di mutuo in un prestito infruttifero retroattivo.

Usura originaria e sopravvenuta

Usura originaria: il tasso supera la soglia già al momento della stipula. È la forma più facilmente contestabile in giudizio.
Usura sopravvenuta: il tasso non era usurario all’origine ma lo è diventato in corso di rapporto (es. per riduzione del tasso soglia o per applicazione di commissioni aggiuntive). La giurisprudenza è meno uniforme su questo punto, ma alcune corti di merito e alcune sezioni della Cassazione hanno ammesso la rilevanza dell’usura sopravvenuta ai fini dell’eccezione di inadempimento.

Come si calcola il TEG nei conti correnti

Nei contratti di apertura di credito in conto corrente il calcolo del TEG è più complesso che nei mutui: vanno inclusi interessi debitori, commissione di massimo scoperto, spese di tenuta conto, valute fittizie e ogni altro onere a carico del correntista. La verifica richiede una rielaborazione tecnica di tutti gli estratti conto nel periodo analizzato.

L’anatocismo nei conti correnti: decenni di addebiti illegittimi

La capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (anatocismo) è stata praticata in modo generalizzato dalle banche italiane per tutto il periodo 1970–1999. La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 21095/2004 ha fissato definitivamente che tale pratica era illegittima. Chi aveva un conto affidato in quegli anni e non ha ancora verificato il saldo “corretto” può avere crediti significativi nei confronti della banca.

★ 50 anni di casistica sull’anatocismo Lo Studio ha trattato pratiche di anatocismo bancario sin dagli anni in cui la giurisprudenza cominciava appena a mettere in discussione la prassi bancaria. Questa esperienza longitudinale consente oggi di individuare le situazioni più favorevoli, selezionare le perizie più solide e adottare la strategia processuale più efficace in relazione alla specifica composizione del rapporto bancario da contestare.

⚠ Il conto è ancora aperto o è stato chiuso di recente? Se il conto è ancora aperto, la prescrizione non decorre. Se è stato chiuso, il termine di 10 anni decorre dalla chiusura. Agisci prima che il termine scada: ogni mese che passa può ridurre le somme recuperabili.

Fideiussioni bancarie: le clausole nulle e la tutela del garante

La fideiussione bancaria è uno degli strumenti più utilizzati dagli istituti di credito per garantire il recupero dei propri crediti. Ma molte fideiussioni stipulate negli anni Novanta e Duemila contengono clausole illegittime che possono ridurre drasticamente — o eliminare — l’obbligo del garante.

Le fideiussioni omnibus ABI: il provvedimento Banca d’Italia

Nel 2005, la Banca d’Italia ha accertato con il provvedimento n. 55 che lo schema contrattuale predisposto dall’ABI per le fideiussioni omnibus violava le norme antitrust (art. 2 L. 287/1990). Le clausole incriminate — diffuse nella quasi totalità dei contratti di fideiussione bancaria di quegli anni — erano tre:

  • Clausola di reviviscenza: il fideiussore è obbligato a rimborsare la banca anche per somme già pagate dal debitore principale che la banca dovesse restituire (es. in caso di fallimento del debitore)
  • Clausola di rinuncia ai termini: il fideiussore rinuncia al beneficio dell’art. 1957 c.c. (obbligo per la banca di agire entro 6 mesi dalla scadenza)
  • Clausola di sopravvivenza: la fideiussione rimane valida anche se le obbligazioni garantite sono dichiarate invalide

La sentenza delle Sezioni Unite n. 41994/2021

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha finalmente chiarito — con la sentenza n. 41994 del 30 dicembre 2021 — che le fideiussioni conformi allo schema ABI sono parzialmente nulle nelle clausole sopra indicate. La nullità è di tipo “a valle”: colpisce le singole clausole, non l’intera fideiussione, ma consente al garante di eccepire la nullità per paralizzare o ridurre la pretesa della banca.

Come si identifica una fideiussione ABI

Non basta che il contratto sia stato stipulato con una banca: occorre verificare il testo specifico delle clausole. I contratti con schema ABI recano spesso la dicitura “schema 2003” o formule identiche o molto simili alle clausole dichiarate nulle. Lo Studio analizza il contratto e verifica la presenza delle clausole illegittime.

Decadenza della banca per inerzia

Anche al di là delle clausole ABI, la fideiussione si estingue se la banca non agisce contro il garante entro 6 mesi dalla scadenza dell’obbligazione garantita (art. 1957 c.c.), salvo che il garante abbia espressamente rinunciato a questo termine — il che è legittimo solo se la rinuncia è separata dalla fideiussione e consapevole. Le clausole di rinuncia inserite nel testo della fideiussione omnibus sono, appunto, nulle per il provvedimento ABI.

💼 Cosa facciamo per i fideiussori Analizziamo il contratto di fideiussione, verifichiamo la presenza delle clausole nulle, valutiamo la decadenza per inerzia della banca, confrontiamo il saldo richiesto con quello effettivamente dovuto (tenuto conto di eventuali pagamenti del debitore principale e di interessi illegittimi), e costruiamo la strategia difensiva più efficace — sia in fase di opposizione a decreto ingiuntivo che in via preventiva.

⚠ Hai ricevuto una richiesta di pagamento come fideiussore? Non pagare prima di aver verificato il contratto. In molti casi esistono eccezioni valide che riducono significativamente l’importo dovuto. Contattaci immediatamente, soprattutto se hai ricevuto un decreto ingiuntivo: hai solo 40 giorni per opporti.

Il decreto ingiuntivo bancario: come difendersi efficacemente

Il decreto ingiuntivo è lo strumento ordinario con cui banche e servicer recuperano i propri crediti. Ma un decreto ingiuntivo bancario non è una sentenza definitiva: può essere contestato su molti fronti, e spesso con buone probabilità di successo.

Le eccezioni tipiche nell’opposizione a decreto ingiuntivo bancario

L’opposizione al decreto ingiuntivo è il giudizio in cui il debitore può far valere tutte le proprie eccezioni. Nelle cause bancarie le più frequenti sono:

  • Anatocismo: ricalcolo del saldo senza capitalizzazione trimestrale degli interessi
  • Usura: verifica del TEG rispetto ai tassi soglia vigenti nel periodo
  • Commissioni illegittime: CMS, commissioni di disponibilità fondi, spese non pattuite
  • Nullità delle clausole fideiussorie ABI (per i fideiussori)
  • Prescrizione parziale: alcune poste del credito possono essere prescritte anche se il rapporto è ancora aperto
  • Mancanza di legittimazione attiva: verifica che il cessionario del credito abbia la documentazione necessaria per agire
  • Vizi formali del decreto: irregolarità nella notifica o nella documentazione prodotta

La sospensione della provvisoria esecutività

Se il decreto è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo, la banca può avviare il pignoramento anche prima che il giudizio di opposizione sia concluso. Il giudice dell’opposizione può però sospendere la provvisoria esecutività del decreto se l’opposizione presenta gravi motivi — il che è frequente nelle cause bancarie con contestazioni tecniche serie.

Il ruolo della perizia tecnica

Nelle cause bancarie, la perizia del consulente tecnico di parte è spesso determinante. Un ricalcolo del saldo condotto da un perito qualificato, allegato all’atto di opposizione, può modificare radicalmente l’impostazione del giudizio e aprire la strada a una transazione favorevole già nelle prime fasi del processo.

★ Decenni di opposizioni a decreti ingiuntivi bancari Lo Studio ha curato migliaia di opposizioni a decreti ingiuntivi emessi su richiesta di banche e servicer. Questa esperienza consente di individuare immediatamente le linee difensive più solide, di selezionare i periti più adatti e di strutturare l’atto di opposizione in modo da massimizzare le possibilità di successo — sia in giudizio che in sede transattiva.

NPL e UTP: crediti ceduti a fondi e servicer

Negli ultimi anni le banche hanno ceduto in blocco centinaia di miliardi di crediti deteriorati a fondi d’investimento e servicer specializzati. Se il tuo debito bancario è stato ceduto, ci sono aspetti specifici da conoscere e opportunità da valutare.

Come funziona la cessione in blocco

Le cessioni di portafogli NPL/UTP avvengono tramite cessione in blocco ex art. 58 TUB: la banca trasferisce l’intero portafoglio (o parte di esso) senza dover notificare individualmente ogni debitore, purché la cessione venga pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il cessionario (fondo o servicer) è il nuovo creditore.

Il prezzo di acquisto e le opportunità transattive

I fondi acquistano i portafogli NPL a prezzi molto ridotti rispetto al valore nominale dei crediti (spesso tra il 10% e il 30% del valore). Questo significa che il cessionario ha un margine significativo per accettare accordi transattivi a importi inferiori al debito nominale, mantenendo comunque un rendimento positivo. La negoziazione con il servicer, assistita da un avvocato, è spesso la strada più rapida ed economica per chiudere la posizione.

La legittimazione ad agire in giudizio

Per poter agire in giudizio, il cessionario deve provare la propria legittimazione: la cessione del credito specifico deve essere documentata con la Gazzetta Ufficiale, l’eventuale estratto del contratto di cessione e — in caso di catena di cessioni — la tracciabilità di ogni passaggio. Spesso questa documentazione è incompleta o carente, e può essere eccepita in giudizio per far sospendere o dichiarare improponibile l’azione.

Verifica del saldo del credito ceduto

Il credito ceduto viene spesso calcolato includendo interessi di mora elevati, commissioni e spese maturate nel corso del rapporto. Poiché molti di questi addebiti potrebbero essere stati calcolati illegittimamente (anatocismo, usura, CMS), il saldo reale dovuto potrebbe essere significativamente inferiore a quello rivendicato dal servicer.

★ Decenni di gestione NPL: dalla parte di tutti Lo Studio Tasciotti ha una posizione unica: ha assistito per decenni sia gli istituti di credito e i servicer nella gestione giudiziale degli NPL, sia i debitori bancari nella difesa e nella rinegoziazione. Questa doppia prospettiva consente di comprendere a fondo le dinamiche negoziali e di individuare le leve più efficaci per il cliente — sia che si tratti di recuperare un credito che di difendersi da uno.

Leasing finanziario: risoluzione e tutela dell’utilizzatore

Il leasing finanziario — strumento molto diffuso per l’acquisto di veicoli, macchinari e immobili strumentali — ha una disciplina giuridica propria, definitivamente regolata dal Codice della Crisi (2019), che introduce importanti tutele per l’utilizzatore inadempiente.

Come funziona il leasing

La società di leasing (concedente) acquista il bene scelto dall’utilizzatore e glielo concede in uso per un periodo determinato, a fronte del pagamento di canoni periodici. Alla scadenza l’utilizzatore può acquistare il bene esercitando l’opzione al prezzo predeterminato (riscatto).

Cosa succede se l’utilizzatore smette di pagare

Il concedente può risolvere il contratto per inadempimento e recuperare il bene. Con la nuova disciplina (art. 1, commi 136-140 L. 124/2017 e successiva codificazione), all’atto della risoluzione si procede al confronto tra:

  • Il valore di mercato del bene restituito (o il ricavato della sua vendita/riallocazione)
  • Il debito residuo dell’utilizzatore (canoni scaduti + valore attuale dei canoni a scadere + prezzo di riscatto)

Se il valore del bene supera il debito residuo, la differenza va restituita all’utilizzatore. Se è inferiore, l’utilizzatore deve pagare la differenza. Questa regola — chiamata “meccanismo di riequilibrio” — impedisce sia l’ingiustificato arricchimento del concedente che l’eccessivo indebitamento dell’utilizzatore.

Vizi del contratto di leasing

I contratti di leasing possono presentare clausole viziate analoghe a quelle dei mutui: tassi usurari (verificare il TAN e il TAEG effettivo), polizze assicurative obbligatorie incluse nel TEG, penali eccessive in caso di risoluzione anticipata. Ogni contestazione va valutata caso per caso.

⚠ Hai restituito un bene in leasing? Se il bene è stato restituito (o recuperato dal concedente) e il valore di mercato era superiore al tuo debito residuo, hai diritto a ricevere la differenza. Questo credito viene spesso ignorato dall’utilizzatore. Fai verificare il calcolo prima di accettare qualsiasi saldo della società di leasing.

Sovraindebitamento: uscire da una situazione di debiti insostenibili

Quando il debito bancario complessivo supera la capacità di rimborso — nonostante la buona volontà del debitore — la legge prevede procedure specifiche che possono consentire una ristrutturazione o addirittura la cancellazione del debito residuo.

Il Codice della Crisi e le procedure per i privati

Il D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) ha introdotto un sistema integrato di procedure per il debitore non fallibile — privati, famiglie, piccoli imprenditori. Le procedure principali sono:

  • Piano di ristrutturazione del consumatore: il consumatore (debitore che ha contratto debiti per finalità non professionali) propone un piano al giudice, che può omologarlo anche senza il voto dei creditori se lo ritiene equo
  • Concordato minore: per piccoli imprenditori e professionisti; richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori
  • Liquidazione controllata: liquidazione del patrimonio con esdebitazione finale
  • Esdebitazione del debitore incapiente: per chi non ha nulla da offrire; il giudice cancella i debiti con impegno a versare una quota dell’eventuale sopravvenienza nei 4 anni successivi

L’effetto immediato: blocco delle esecuzioni

Con l’apertura di qualsiasi procedura, tutti i pignoramenti in corso si bloccano e nessun nuovo pignoramento può essere avviato. Questo effetto protettivo è spesso il motivo principale che spinge a presentare la domanda: consente di fermare immediatamente l’aggressione al patrimonio mentre si lavora a una soluzione strutturata.

Il ruolo dell’OCC e dell’avvocato

Le procedure di sovraindebitamento si attivano tramite un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) accreditato o direttamente tramite un avvocato. Lo Studio assiste il cliente in ogni fase: dalla valutazione dell’accesso alla procedura più adatta, alla predisposizione della documentazione, alla gestione dei rapporti con i creditori durante la procedura.

💼 Perché agire presto Le procedure di sovraindebitamento richiedono che il debitore non abbia causato la propria crisi con dolo o colpa grave. Chi ha gestito responsabilmente i propri debiti ma si trova in difficoltà per cause esterne (crisi economica, perdita del lavoro, malattia) è nella posizione migliore per accedere. Prima si agisce, più strumenti sono disponibili.

Recupero crediti: dalla diffida al pignoramento

Lo Studio assiste da oltre cinquant’anni banche, servicer e imprese nel recupero dei propri crediti. Per i privati che hanno un credito da recuperare — verso un debitore inadempiente, una banca o un ex socio — offriamo la stessa competenza.

Le fasi del recupero crediti

  1. Messa in mora stragiudiziale: lettera raccomandata o PEC che interrompe la prescrizione e può indurre il debitore a pagare o trattare
  2. Ricorso per decreto ingiuntivo: se il credito è documentato, il giudice emette il decreto in tempi rapidi (anche con provvisoria esecutività)
  3. Pignoramento: in assenza di opposizione o di pagamento, si procede con il pignoramento di stipendio, conto corrente o immobili
  4. Asta giudiziaria: nel caso di pignoramento immobiliare, il bene viene venduto all’asta e il ricavato distribuito tra i creditori

Strumenti cautelari

Prima o durante il giudizio di merito, il creditore può richiedere misure cautelari urgenti: sequestro conservativo dei beni del debitore (che ne impedisce l’alienazione nelle more del giudizio) o inibitoria di comportamenti pregiudizievoli. Il sequestro conservativo è particolarmente efficace quando vi è il rischio che il debitore dissipi il patrimonio.

Il recupero crediti bancari ceduti

Se sei creditore di una banca (es. per anatocismo o interessi usurari riconosciuti in giudizio) e la banca non paga, lo Studio assiste nel recupero coattivo del credito accertato giudizialmente, attivando le procedure esecutive appropriate.

★ Un team strutturato per il volume La gestione di grandi portafogli di recupero crediti richiede non solo competenza legale ma anche un’infrastruttura organizzativa adeguata: sistemi informativi integrati con le piattaforme dei creditori, aggiornamenti in tempo reale sullo stato delle procedure, gestione coordinata delle udienze. Lo Studio ha sviluppato questa infrastruttura negli ultimi trent’anni, rendendola oggi disponibile anche per i clienti privati con esigenze più contenute.

Lo Studio associato, sin dal 2012, ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione per la qualità, ora secondo la norma UNI EN ISO 9001: 2015 per “Attività legale in ambito civile, contenzioso civile, contenzioso bancario e recupero crediti”, precedentemente secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008.

Il Sistema di Gestione per la Qualità rappresenta per lo Studio una regola ed una convinzione per condurre e gestire la propria organizzazione, mirando al miglioramento progressivo a lungo termine delle prestazioni.

Per il Sistema di gestione per la Qualità è stato utilizzato un approccio basato sui processi, poiché questa metodologia permette un mezzo di facile identificazione e gestione delle opportunità di miglioramento nell’ottica del PDCA (plan, do, check, act).

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